PAESAGGI INEVITABILI
Quando si vuol parlare di architettura in rapporto al territorio non si può non considerare che sono entrambi elementi primitivi del paesaggio contemporaneo, ne definiscono le radici da due aspetti distinti, uno derivante dall’azione e dalla creatività umana, l’altro legato ad un aspetto più geografico e bio-logico. Se partiamo dal concetto di spazio come ambito definito da dei limiti o da un carattere riconoscibile come unico, lo mettiamo in relazione con chi lo abita, allora abbiamo compreso che questa relazione definisce un luogo. Risulta facile pensare ad un paesaggio come quel luogo che coinvolge la sfera emozionale dell’abitante stesso, ne raccoglie le affinità più intime; anche la cronaca più recente rende noto come un abitante non sia legato al luogo solo per contratto di proprietà legale. L’ambito dove insiste la strada pedemontana coinvolge un insieme infinito di frangenti, oggetti sparsi ed elementi continui che possono essere letti mantenendo chiavi di lettura pragmatiche e insindacabili, l’aspetto storico, geomorfologico, architettonico o urbanistico (quest’ultimo con le dovute precisazioni politiche e sociali del fenomeno nord-est ben conosciute). Ognuno di questi campi scientifici riuscirà nell’intento di descrivere un certo fenomeno. Per approfondirne invece la conoscenza fino a renderla intestinale, se si vuole penetrare la sfera emozionale si deve usare un metodo di rappresentazione incompleto, non esaustivo, che dia modo al lettore di poter immaginare e attraverso la sua interpretazione personale sperimentare in prima persona il paesaggio contemporaneo. La fotografia, come la scrittura e la pittura ad esempio, rientra nell’insieme delle arti incomplete perchè produce immagini che per definizione sono visioni mentali di chi osserva che più concretamente si pone in relazione. Le immagini proposte sono la visione personale del fotografo che ha l’intento di appiattire la dimensione temporale affiancando e sovrapponendo elementi appartenenti al paesaggio, ma che nel paesaggio stesso hanno una durata temporale diversa. Le foglie nel limite stradale, le tracce di una passata caravana circense, il rimorchio di un tir sono presenze temporanee, sono frammenti incerti e incontrollabili nella loro presenza. Il contesto geografico, la presenza di un costruito sono frammenti dell’immagine più facilmente riconoscibili con l’idea di paesaggio tradizionalmente inteso. La stessa luce risulta al momento dello scatto unica e irripetibile. Il titolo paesaggi inevitabili stabilisce come questa visione può essere un possibile anno zero e suggerisce che un carattere universalmente riconosciuto del paesaggio contemporaneo sta proprio nella sua difficile prevedibilità. Nessun campo scientifico, economia , politica, architettura o urbanistica può singolarmente controllare la relazione profonda che esiste tra uomo e ambiente, ne può eventualmente evidenziare l’esistenza e ammettere il suo continuo mutamento. Frammenti del paesaggio contemporaneo. Di Alberto Andrian LAVORO DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE NEL LIBRO QT01 CON TEMA LA PEDEMONTANA VENETA - QUADERNI DEL TERRITORIO - 2008 PADOVA - ED. IL POLIGRAFO -
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